Sensibilizzazione alla violenza psicologica sui Bambini

Prima di dare un titolo a questo mio articolo, voglio fare una premessa…

So con certezza che l’argomento che sto per trattare è di estrema delicatezza, e che certamente la maggioranza, se non la totalità di voi non si rispecchieranno, anzi oserei dire che  siete molto probabilmente dei  modelli totalmente distanti da quelli che tra un Po andrò a descrivere. Detto ciò voglio regalarvi una lettura che vi prometto tratterò con la massima delicatezza.

Buona lettura .

Basta! ”ora chiamo il telefono azzurro” ?

Quante volte per gioco abbiamo detto questa  famigerata frase ?  

Tante volte… perché partire da questa frase? Bhè, per introdurvi l’ argomento… ovvero….

Violazione dei bambini da parte della famiglia

Attenzione però la “ violazione  “ non è necessariamente quella fisica ! Può avere tante forme.

L’ elemento fondamentale per il benessere dei bambini, è l’esistenza dei rapporti positivi e di relazioni comunicative,  dei quali la famiglia dovrebbe essere il nido naturale . Per molte ragioni, non sempre la famiglia riesce  ad adempiere al suo compito. Come afferma lo psichiatra Ernesto Caffo, fondatore di Telefono Azzurro (organizzazione nata a Bologna nel 1987, si occupa della prevenzione e della denuncia a tutela del bambino, quando si riscontra ogni comportamento o atteggiamento che va a ledere il benessere). “ non tutti gli adulti sono in grado di diventare genitori sufficientemente buoni, ma è necessario evitare che  le difficoltà degli adulti possano determinare danni talora gravissimi è permanenti ai bambini.”

La forma più visibile della difficoltà educativa della famiglia, è la vastità del fenomeno in cui i figli vengono considerati “ proprietà “ dei genitori , che hanno nei loro confronti “diritto di vita e di morte”.

Per approfondire,  mi viene i  mente il film :”Mignon  è partita”

Il film, di cui non vi svelerò la trama, si presenta come una storia di formazione, invitando gli spettatori riflettere su quanto sia inaspettato e spesso sgradito il passaggio per il bambino, ad una fase successiva della vita. In una delle ultime scene del film, la protagonista riesce a superare le difficoltà adolescenziali grazie a l’ appoggio di genitori attenti è sensibili , che purtroppo mancano al piccolo coprotagonista.  Questo può essere inteso come una riflessione sulla comunicazione famigliare. Il coprotagonista dimostra di essere più consapevole della madre stessa, è quindi di dover svolgere spesso il ruolo di “padre di sua madre” .

La violenza psicologica, che non è meno terribile delle percosse, si verificano spesso in un  ambiente familiare, questo accade perché c’ è una condizione di non comunicazione. Molti genitori, tendono ad avere un’ insufficiente comprensione di quello che il bambino realmente è, è delle sue effettive esigenze, anche a causa di una visione “ mitica” dell’infanzia vissuta.

Il superamento della concezione dei bambini come “proprietà” dei genitori, ha gettato le basi per riconoscere un disagio familiare che non può essere affrontato solo sul piano repressivo, ma è opinione di molti esperti, che le strategie educative al riguardo, debbano in molti casi partire da una prevenzione ad ampio raggio , formando le famiglie ad un etica del cambiamento , in grado di fronteggiare le trasformazioni sociali.

In conclusione ci tengo a ribadire che questo articolo è solo a titolo informativo, per sensibilizzare è informare il pubblico.

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